CONCORSO INTERNAZIONALE PER IL CENTRO CULTURALE POLIFUNZIONALE, Torino
2001



La trasformazione strutturale dell’era post-industriale interessa da oramai diversi anni la città di Torino. Diversi piani e progetti (tra cui “Torino Città d’Acque” e la “Corona verde”) mettono in comunicazione reale, attraverso un disegno organico a scala d’area metropolitana, il paesaggio fluviale e il paesaggio collinare, come veri protagonisti nella ricerca di una nuova identità del paesaggio urbano.

Il progetto per il Centro Culturale Polifunzionale a Torino e del parco annesso costituisce un esempio di questa ricerca. Esso integra la composizione architettonica di elementi arborei ed arbustivi definendo ambiti e scorci di particolare suggestione. Ambiti naturalistici che, insieme al grande parco, divengono un vero sistema ambientale unitario, dove il progetto architettonico e delle opere a verde si fondono per delineare una visione funzionale alla vita urbana e nel contempo assolvono la necessità di creare luoghi di “delitiae” o, più semplicemente, luoghi belli, godibili e fruibili da tutte le persone.

La torre dei rododendri, il teatro dei carpini, la corte dei liquidambar, il filare di carpini ed infine gli occhi delle terrazze proposte per il nuovo Centro Culturale richiamano, sia nelle forme, sia nelle atmosfere l’uso del verde integrato all’architettura e coeso al sistema ambientale del grande parco. Il progetto del verde si costituisce come proseguimento della ”vibrazione volumetrica” della facciata trasparente della nuova Biblioteca della città di Torino.