CONCORSO INTERNAZIONALE PER L'AMPLIAMENTO DEL PARCO FORLANINI, Milano
2002



Il nuovo Parco Forlanini è un parco metropolitano e costituisce un importante tassello nella formazione di una cinta verde multi e plurivariegata intorno a Milano. Questo sia per dimensione che per ubicazione. Milano vanta già una vasta gamma tipologica di parchi della più diversa natura. Il Parco Sud come parco agricolo regionale, il Parco Nord come parco metropolitano ed intercomunale, il Bosco in Città con il Parco delle Cave come esperienza più avanzata di forestazione urbana e partecipazione cittadina.

Qual è il nuovo? Un parco la cui naturalità ha tutta l’apparenza dell’arte, “e sembra il risultato di un ingegnoso artificio che abbia voluto identificare bellezza e utilità: nel senso che ciò che è utile sembra fatto soltanto per bellezza, mentre ciò che è bello è, in quanto bello, l’utile stesso, e non una negazione o trascendimento dell’utile”. Un parco allora come paesaggio in cui la natura stessa è opera d’arte.
Quello che Borchardt scriveva nel suo bellissimo saggio sul giardino, oggi ci accompagna per comprendere meglio il parco: “…è e fu in ogni tempo l’ordinamento spaziale in cui l’uomo deposita la propria relazione con la natura, facendone una struttura…”

Il nuovo vuole essere pertanto un ritrovato, onesto e coscienzioso rapporto con la natura dimenticata, violata e distrutta fin quasi alla morte. Ma la natura, l’unica invariata nei nostri tempi di continua mutazione, aspetta un nuovo rapporto con la cultura urbana quasi pronta a riconsegnarle uno spazio non solo metaforico nella città mineralizzata. È in questa dialettica che il dualismo natura/cultura contamina il disegno, la visione di un nuovo parco per Milano, “spazio assolutamente altro dagli spazi che la nostra quotidianità consuma consumandosi in lui” (R. Assunto).
L’area del parco si presta all’ambizione: uno spaccato in orizzontale tra città e campagna, che rappresenta l’essenza dei paesaggi periferici in tutta la sua violenza. La città murata dall’anello ferroviario, la fascia fluviale sovrapposta dalla tangenziale, barriera quasi insuperabile tra il già esistente Parco Forlanini ed un residuo di un pezzo/rimasuglio difficilmente collocabile sul mercato, e solo in parte coinvolto nell’espansione urbanistica.

La lettura analitica del sito sulla quale si basa il progetto, si alimenta dell’osservazione dell’esistente senza voler introdurre una trasformazione deterministica, ma piuttosto guidare la comprensione degli elementi prodotti dalla nostra cultura urbana. Un parco come viaggio tra la storia, non sempre nobile, verso il futuro sogno illimitato del diverso impregnato dall’orgoglio di riscatto che la cultura nutre verso la natura.